domenica 7 gennaio 2007

E ora una belle poesie

Quaglia felice VERSO LODI

Era una bella giornata di primavera.
Sul tardi ci fermammo al quagliodromo,
un torrone di uccelli senza vuoti o interstizi
sotto una luce accecante.
Erano in molti nel gabbione e tranquilli,
forse un milione o più. E non mancavano
di nulla. Non toccati dal bacillo
dell'istruzione.
E. Montale


Spesso rileggo questa poesia, e mi tocca molto da vicino, spesso si ha a che fare con persone che preferiscono non sapere, non vedere, perché vivere è sicuramente più facile.
Spesso mi scontro a causa del mio amore per la politica, non con chi la pensa diversamente da me, ma con chi non vuole sentir parlare di politica... e mi rendo conto che non è mai il momento giusto, mai il luogo giusto, mai l'occasione giusta per parlare di politica.
Eppure tutto quello che ci tocca è politica, perché dobbiamo rifuggirla? Se capissimo quanto ogni nostro gesto può essere "politico" magari riusciremmo a migliorare, non il mondo, ma il nostro microcosmo.
Forse si cresce quando realizzi che non puoi cambiare il mondo, ma che puoi provare a cambiare quello intorno a te sperando di non essere il solo... la mia paura nasce quando vedo persone che non hanno mai avuto l'ansia di cambiare il mondo... vorrei capire cosa si è rotto a volte...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me si puo' aspirare a cambiare il mondo senza essere cosi' politici, o almeno non consciamente...cioe': chiaro che se vogliamo cambiare il mondo ci sono cose che non ci piacciono e abbiamo idee per risanare le situaazioni (cosa che dovrebbero fare i politici) pero' non necessariamente scatta il collegamento coi politici attuali e soprattutto ai gruppi politici.
Il mio diagramma di flusso sul desiderio di cambiare il mondo e':
cosa che no trovo giusta, che non mi piace o che mi preoccupa -> ricerca di una possibile soluzione -> pensare a cosa posso fare io, in prima persona, partendo dal mio microcosmo (-> assegnazione mentale di un compito ad un politico) (ma quest'ultimo passaggio difficilmente si sviluppa nella mia mente e comunque per simgoli individui e non per gruppi politici).

Comunque concordo assolutamente che l'unico ambito su cui si puo' agire e' il nostro microcosmo...certo man mano che si anno incarichi di maggior importanza il microcosmo si amplia.

Per quanto riguarda coloro che si rinchiudono nella loro ignoranza, a volte (e dico a volte! raramente) puo' essere una scelta consapevole per salvaguardare la propria qualita' della vita senza crucciarsi per problemi per i quali la persona in questione si ritiene impotente. Eppoi....ultima cosa: filosofi famosi sostenevano l'ignoranza individuale! E' inutile affannarsi a voler conoscere tutto perche' sara' sicuramente impossibile. Cio' non toglie che e' giusto decidere i propri interessi ed approfondirli anche perche' senno'.....di cosa siamo capaci o istruiti a questo mondo???

Buona prosecuzione del blog!
(questo intervento sembra dimostare che mi sentivo punta nel vivo? ebbene,era proprio cosi'!)

Davide ha detto...

"conoscere tutto sarà sicuramente impossibile"...
forse per voi semplici umani, ma non per me!!!
muahahahahaahahahahaaahhh

Anonimo ha detto...

Dd...guarda...non mi far parlare che e' meglio! con questa affermazione...rispetti proprio quello che idcevano i filosofi sopra citati... :D
sei proprio un Ddavid!